Visualizzazione post con etichetta Tecnica e allestimenti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Tecnica e allestimenti. Mostra tutti i post

lunedì 4 gennaio 2010

AREATORE

Il seguente materiale è stato concesso a Discuspassion.net



Questo articolo, oltre a descrivere questo indispensabile accessorio, vuole essere una fonte di chiarimento sulla reale utilità dell’areatore in acquario alla luce della mia personale esperienza e dalle informazioni assunte da varie fonti tecniche.

A differenza di quanto molti credono, l’areatore non produce ossigeno ma è semplicemente una pompa che grazie alla rapida vibrazione di una membrana di gomma, inietta aria (prelevata all’ambiente circostante) a bassa pressione all’interno di un tubicino di gomma per fluire così in acqua.

Al fine di rendere più efficiente la distribuzione dell’aria, all’estremità in uscita, viene posizionato un apposito “diffusore” che viene comunemente detto “POROSA” o “PIETRA POROSA”; la sua funzione è quella di scomporre l’aria che normalmente uscirebbe in forma di grosse bolle, in tante piccole bollicine, aumentando la capacità di muovere l’acqua per trasportarla in superfice.

L’effetto generato, è quello di creare un movimento continuo d’acqua evitandone il ristagno in zone non raggiunte dal flusso d’acqua del filtro, e di generare uno spostamento d’acqua verso la superficie dove avviene lo scambio gassoso che produce una maggiore ossigenazione (e d’altra parte una dispersione di anidride carbonica).

E’ importante sottolineare che questo tipo di diffusione dell’aria, non contribuisce all’ossigenazione diretta dell’acqua, visto il brevissimo tempo di permanenza delle bollicine in acqua che non consente uno scambio gassoso ottimale. La vera azione di ossigenazione avviene grazie al movimento ascensionale prodotto nell’acqua che a contatto con l’aria ottiene un maggior assorbimento di ossigeno.

Esistono areatori di varia portata e soprattutto di varie qualità, la scelta dipende molto dalle dimensioni della vasca dove verrà utilizzato e dalla silenziosità che si desidera ottenere. Normalmente a costo più alto corrispondono prodotti più silenziosi e affidabili. I consumi risultano molto contenuti e si aggirano mediamente su 2-8 Watt.

L’uso dell’areatore è indicato soprattutto nei periodi dove la temperatura raggiunge temperature elevate (estate) per sopperire alla diminuzione di ossigenazione, oppure per disperdere rapidamente eccessi di CO2 pericolosi per i pesci, o in qualsiasi altro caso di emergenza che richieda un aumento dello scambio gassoso e una maggiore movimentazione dell’acqua. Non è consigliato l’utilizzo costante e prolungato in caso di vasche molto piantumate in quanto, l’azione di dispersione della CO2 sarebbe deleteria per la vita delle piante stesse.

Spesso viene utilizzato anche per il funzionamento dei così detti “filtri ad aria”. Pompando l’aria all'interno di un tubo immerso in acqua, le bolle d'aria spingono verso la superficie parte dell’acqua, creando così un ricircolo all'interno del tubo (che potrà essere caricato con materiali filtranti) che varia in base alla potenza dell’areatore.

lunedì 30 novembre 2009

Allestimento cubo riproduzione

Visti i tentativi falliti di riproduzione e visto che ho imparato dai miei errori, ho cercato di apportare delle modifiche al mio cubo al fine di ridurre al minimo gli "incidenti" che potrebbero influire sull'esito delle prossime riproduzioni.

Ho rimosso il filtro interno e lasciato il solo filtro esterno al fine di eliminare completamente il problema delle "bocchette assassine" che mi hanno risucchiato i piccoli la prima volta e che se schermate creano problemi di flusso d'acqua nel filtro setesso.


Ho realizzato una schermatura che raccolga tutti i tubi di pescaggio e che distribuisca il flusso e allo stesso tempo lo filtri senza rischi per i piccoli...

Ho coibentato la vasca nei tre lati con una apposito prodotto isolante adesivo (tra l'altro si è rivelato molto efficente) al fine di ottenere una schermatura per eventuali disturbi ai pesci nonchè per un notevole risparmio energetico...



Ho deciso di eliminare anche il riscaldatore visto che alcune larvette sono morte proprio perchè si posizionavano su di esso, al suo posto ho inserito un riscaldatore esterno Hydor che ad oggi si è dimostrato molto più efficiente di quello interno con una costanza della temperatura anche quando la temperatura ambiente è scesa...





Ho implementato un sistema di cambio automatico goccia a goccia posizionando una vasca di raccolta dove inserisco acqua di osmosi+sali sopra un armadio adiacente la vasca, collegato una cannula con rubinetto che mi consente di regolarne il flusso. Ho poi inserito il tracimatore artigianale di mia realizzazione (vedi altro topic) per lo scarico dell'acqua.
In questo modo posso garantire un ottima qualità dell'acqua anche durante il periodo riproduttivo senza disturbare i pesci e senza creare rischiosi sbalzi di valori.



Ho adottato come sistema di illuminazione una striscia al LED con alimentatore dimmerabile, questo mi consente di creare situazioni di luce soffusa molto amata dai discus e che consenta di lasciare una luce minima 24h su 24h



Infine ho modificato la mandata in vasca per ridurre la turbolenza generata costruendo una Spray Bar artigianale con un tubo in PVC forato.



La coppia è già stata trasferita nel cubo, ora confido in un buon esito della prossima schiusa...


domenica 8 novembre 2009

TRACIMATORE ARTIGIANALE - REALIZZAZIONE...

Ecco in dettaglio come ho realizzato il tracimatore

Materiali utilizzati:

- tubi 16 mm in pvc (circa 1 metro)
- 5 curve pvc
- 1 T pvc
- colla per pvc
- rubinetto per interruzione scarico (per eventuale manutenzione)

Alcune foto:






TRACIMATORE ARTIGIANALE

Dovendo riallestire il mio cubo da riproduzione Discus, ho deciso di implementare un sistema di cambio acqua automatico goccia a goccia.
A tal fine ho realizzato un tracimatore d'acqua artigianale con dei semplici tubi che sfrutta il principio dei vasi comunicanti. Con questo metodo, utilizzabile anche per vasche dotate di SUMP, si evita di forare la vasca ottenendo comunque un sistema di tracimazione che, anche in caso di blackout rimane sempre innescato...

Questo è il progetto:

martedì 29 settembre 2009

LA SUMP


(Per acquari d'acqua dolce)
il seguente materiale è stato concesso a Discuspassion.net

La SUMP è un sistema di filtraggio molto utilizzato negli acquari marini ma molto efficiente anche per acquari d'acqua dolce di dimensioni considerevoli. In questo articolo verrà trattato il solo utilizzo per acquari d'acqua dolce.
La SUMP nasce come vasca di "decantazione" dove l'acqua che scende dall'acquario grazie ad un troppo pieno, percorre un percorso più o meno lungo con un rallentamento del flusso d'acqua e conseguentemente deposita le impurità nel fondo della stessa; alla fine del percorso l'acqua viene riportata in acquario grazie ad una pompa.
Nel mio caso il troppo pieno viene attuato tramite due fori applicati al vetro posteriore nella parte alta della vasca, a questi sono collegati i tubi flessibili che portano l'acqua alla SUMP. Alla pompa di risalita sono collegati due tubi di mandata che distribuiscono uniformemente l'acqua in superficie generando un leggero increspamento.
L'attuale evoluzione di questo sistema di filtraggio la rende oggi un sistema biologico/meccanico di grande efficacia con innumerevoli vantaggi sia di efficienza che di praticità di manutenzione.
Le aziende produttrici oggi propongono svariati tipi di SUMP, con varie conformazioni e dimensioni atte ad alloggiare materiali filtranti ed accessori; molti però, grazie alla semplicità di realizzazione, si cimentano nella realizzazione di SUMP artigianali, adattandola alle proprie specifiche esigenze.

Normalmente la SUMP è realizzata in vetro, come fosse un piccolo acquario di appoggio, con una dimensione proporzionata alla vasca, in genere tra il 10-15 percento del volume dell'acquario. Nella valutazione delle dimensioni va tenuto in considerazione che il livello minimo di acqua presente nella SUMP deve garantire il pescaggio della pompa al fine di evitare che giri a vuoto, inoltre dovrà avere capacità sufficiente a contenere l'acqua proveniente dalla vasca in caso di spegnimento della pompa fino al raggiungimento del livello di tracimazione.
Andiamo ora ad analizzare nel dettaglio come è realizzata una SUMP, a questo scopo, per semplicità, mi baserò sulla SUMP artigianale che utilizzo per il mio acquario di 350 litri.











L'acqua scende per tracimazione nel comparto A della SUMP dove incontra i termo-riscaldatori che provvedono a riscaldare l'acqua, sul fondo tendono a depositarsi i sedimenti ed impurità provenienti dalla vasca. Al riempimento del comparto A, l'acqua tracima verso il comparto B dove avviene la filtrazione meccanica attraversando un primo strato di lana di perlon, poi per una spugna fine ed infine per una spugna più grossa. L'acqua così filtrata, arriverà al comparto C priva (o quasi) di sedimenti, qui incontrerà un abbondante quantità di materiale filtrante biologico (cannolicchi o surrogati) dove si insediano i batteri (Nitrosomas e Nitrobacter) che si occuperanno di completare il ciclo dell'azoto eliminando ammoniaca e nitriti, inquinanti pericolosi per la salute dei nostri pesci (argomento che approfondiremo in seguito).


Alla fine il flusso arriva al comparto D dove avviene un ultimo filtraggio meccanico attraverso una spugna grossa e uno strato di lana filtrante, per trattenere eventuali residui di impurità.


Nel comparto B potremo decidere di inserire diversi strati filtranti quali resine, carboni attivi, torba, in modo pratico e senza compromettere la stabilità biologica della SUMP.


Nella SUMP potranno essere alloggiati altri accessori che normalmente avremo dovuto sistemare in vasca, a vantaggio del fattore estetico, quali erogatori Co2, rilevatori PH, impianto di rabbocco automatico a galleggiante, ecc.


Quella descritta è una configurazione tipo da me utilizzata con successo, non è detto che si possano adattare altre soluzioni altrettanto efficaci.


LA FUNZIONE BIOLOGICA DELLA SUMP

Apro una parentesi per descrivere, senza addentrarmi in complicate nozioni chimiche, il funzionamento del filtro biologico e del ciclo dell'azoto.

1. A causa della decomposizione di foglie, mangime non consumato, feci, ecc, si formano in acqua ammonio (con pH acido) o ammoniaca (con pH alcalino). La seconda tossica per i nostri pesci.


2. Grazie alla colonizzazione di Nitrosomas, un batterio che vive e prolifera nel substrato biologico (cannolicchi o surrogati) in condizioni di buona ossigenazione, avviene la trasformazione dell'ammoniaca in nitriti proprio grazie all'ossigeno.


3. L'ultimo stadio di trasformazione è compiuto dai batteri Nitrobacter, anch'essi risiedono nel substrato biologico e necessitano di una buona ossigenazione. Questi batteri trasformano i nitriti in nitrati che in quantità non eccessive sono innocui per la vita di pesci.


Ecco spiegato perché un acquario non sarà pronto ad ospitare pesci fino a quando il filtro non sarà "maturo", dove per maturo si intende l'abbondante proliferazione e l'insediamento dei batteri nel substrato. Questo processo viene innestato con l'introduzione di batteri nell'acqua e con l'inserimento di sostanze organiche in vasca (quali piccole quantità di mangime) che scatenano il ciclo dell'azoto sopra descritto.


La maturazione del filtro sarà quindi caratterizzata dapprima dalla presenza di ammonio/ammoniaca in vasca, seguita da un picco di nitriti ed infine con la stabilizzazione dei valori con nitriti assenti e la presenza di nitrati. Questo processo può richiedere anche più di un mese ma è essenziale per la salute del nostro acquario.


N.B.: Il ciclo dell'azoto come anche il processo di maturazione avvengono allo stesso modo in qualsiasi altro filtro biologico sia questo interno od esterno.



MANUTENZIONE


Uno dei grandi vantaggi della SUMP è la praticità di manutenzione, essendo divisa in comparti, si potrà facilmente sostituire solo le componenti di filtrazione meccanica, senza mai toccare la parte biologica.


Periodicamente deve essere sostituita solo la lana di perlon che trattiene la maggior parte delle impurità provenienti dalla vasca (nel mio caso una volta al mese), le spugne possono essere lavate o sostituite solo se risultano particolarmente sporche e comunque dopo molto tempo (addirittura anni) dall'avviamento del filtro.


Concludo descrivendo sinteticamente i vantaggi e svantaggi derivanti da questo sistema di filtraggio:


VANTAGGI:


- Ottima funzione di filtrazione meccanica grazie al lungo percorso compiuto dall'acqua durante il quale i sedimenti tendono a rimanere comunque sul fondo della SUMP e trattenuti da un abbondante quantità di materiali filtranti. L'acqua trattata con questo sistema di filtraggio risulta particolarmente cristallina e priva di impurità;


- Filtraggio biologico altamente efficiente, grazie alla possibilità di inserire grandi quantità di materiale biologico (cannolicchi o surrogati), creando una abbondante colonizzazione batterica. Inoltre la forte ossigenazione generata dal sistema di tracimazione favorisce la proliferazione batterica;


- Facile manutenzione;


- Alloggiamento degli accessori tecnici solitamente diversamente posizionati in vasca e quindi antiestetici, quali riscaldatori, rilevatori PH, termometri, sistemi di rabbocco automatico, ecc.


SVANTAGGI:


- Unico svantaggio riscontrato, la forte dispersione di Co2 direttamente proporzionale all'ottima ossigenazione prodotta per cui per poter tenere una vasca fortemente piantumata bisognerà ricorrere ad un'erogazione massiccia di Co2.

venerdì 24 luglio 2009

CAVETTO RISCALDANTE

il seguente materiale è stato concesso a Discuspassion.net

CHE COS'E

Il cavetto riscaldante altro non è che una resistenza elettrica che produce calore. E' disponibile in varie potenze (WATT) e deve essere proporzionale al litraggio della vasca dove andrà inserito. La presenza di questo prodotto non deve essere considerata come sostitutiva del tradizionale sistema di riscaldamento, va infatti sempre affiancato ai riscaldatori tradizionali. La proporzione ideale di potenza/litraggio è di circa 2,5/3 W ogni 10 litri d'acqua.

UTILITA' DEL CAVETTO RISCALDANTE

Una delle scelte importanti in fase di allestimento di un nuovo acquario è sicuramente legata al riscaldamento dell'acqua. Molti sono i pareri discordanti sull'utilità o meno dell'adottare come sistema di riscaldamento il cavetto riscaldante: C'è chi dice che sia indispensabile per una vasca piantumata per evitare i cosidetti "piedi freddi" alle piante, c'è chi invece dice che sono solo "leggende metropolitane" volte a spingere la gente ad acquistare un prodotto inutile.

Lasciando perdere ogni argomentazione riguardo le influenze chimiche che un cavetto riscaldante può dare ad un substrato (cosa che lascio a chi è più competente di me in materia), rimane punto fermo e innegabile che l'acqua calda tende a salire, di conseguenza in una situazione di riscaldamento con soli riscaldatori tradizionali, ci troveremo inevitabilmente ad avere una differenza di temperatura nella colonna d'acqua che in periodi invernali può accentuarsi anche in modo significativo.

L'inserimento di un cavetto riscaldante risolve proprio questo tipo di problema, abbinato infatti ad un termoregolatore (che avrà una sonda posizionata vicino al fondo) impostato ad una temperatura equivalente a quella della superficie, otterremo sempre una temperatura costante in tutta la vasca con sicuro beneficio per l'intero ecosistema. Creeremo inoltre un continuo flusso di acqua che si sposterà dal fondo verso la superficie eliminando il rischio della creazione di zone di ristagno e riducendo fortemente le probabilità di creazione di eventi anossici* nel substrato.

INSTALLAZIONE

L'installazione risulta molto semplice, il cavetto va riposto a vasca vuota, sul fondo della stessa, come una serpentina, ricoprendo in modo uniforme l'intera superficie della vasca. Solitamente viene fornito con delle ventose con le quali è possibile ancorarlo al fondo anche risulta più efficace fissarle con un po' di silicone per evitarne lo spostamento. E' importante che il cavetto non si sovrapponga e non si tocchi in nessun punto della sua lunghezza.

NOTE PERSONALI

A mio avviso, in base a personale esperienza, ritengo che l'introduzione del cavetto riscaldante in un acquario, indipendentemente dal tipo di piantumazione, sia estremamente utile sia per l'uniformità di distribuzione del calore, sia per il flusso d'acqua generato dal substrato verso la superficie. Considerando poi che il costo del solo cavetto (senza termoregolatore che può essere aggiunto in un secondo momento) è piuttosto contenuto, è sempre una buona cosa inserirlo in fase di allestimento in quanto impossibile da introdurre a vasca arredata.

* evento anossico: si realizza in condizioni ambientali caratterizzate da estrema scarsità o assenza di ossigeno nei livelli sottostanti la superficie

Related Posts with Thumbnails